Venezia e l’Italia tutta si sono strette attorno al feretro di Valeria Solesin, la ricercatrice uccisa nella strage al Bataclan di Parigi. Un funerale di Stato in forma civile, come voluto dai familiari, iniziato con l’Inno d’Italia e la Marsigliese. La bara coperta da gigli bianchi e tulipani è stata portata a spalla dai gondolieri in una Piazza San Marco gremita.I genitori, il fratello Dario, visibilmente commosso, e il fidanzato Andrea si sono avvicinati per una carezza.Papà Alberto e mamma Luciana sono rimasti composti, una compostezza che in molti hanno elogiato in questi giorni, una compostezza “dovuta”, ha ricordato il padre di Valeria, che durante il suo intervento ha chiesto: “Lo stesso straordinario sentimento di vicinanza di stima d’affetto, che mio figlio, mia moglie ed io abbiamo vissuto in tutti questi giorni acerbi, prima a parigi, poi a Venezia, richiede di rivolgere ora a tutte le altre vittime lo stesso senso di umana partecipazione”.