Il mondo del cinema dice addio ad uno dei suoi mostri sacri: il regista portoghese Manoel De Oliveira, che si è spento all’età di 106 anni. Nato nella città di Porto l’11 dicembre del 1908, De Oliveira è stato il più grande regista e sceneggiatore del suo Paese: nel corso della sua carriera cinematografica e teatrale ha prodotto centinaia di opere, molte delle quali entrate a far parte della storia.

Terzo figlio di un industriale, Manoel De Oliveira inizia a girare documentari e i suoi primi figli negli anni Trenta del Novecento ma fino ai primi anni Cinquanta si occupa dell’azienda del padre (viticoltore). Nel 1955 si reca in Germania, all’Agfa, dove inizia a studiare l’uso del colore. Da lì in poi partirà una carriera che lo porterà a lavorare fino a poco prima del sonno eterno che l’ha colto e che gli permetterà di vincere due Leoni d’Oro alla carriera alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (nel 1985 e nel 2004). Nel 2008, invece, è la volta della Palma d’Oro alla carriera che gli viene consegnata al Festival del Cinema di Cannes.

All’interno della sua filmografia, le opere più celebri restano senza dubbio Passato e presente del 1971, La vergine madre del 1974, Amore di perdizione girato nel 1978 e Francisca del 1981.

Molto prolifici per lui sono stati anche gli Anni Novanta: è stato in questo periodo che sono arrivate opere quali No, o la folle gloria del comando (1990), La divina commedia (1991) e La valle del peccato (1993), Viaggio all’inizio del mondo, del 1997 (in cui compare, per l’ultima volta, il grandissimo Marcello Mastroianni).