“Io e l’istituzione che rappresento siamo parte lesa in questa vicenda e combatteremo in maniera ferma contro chiunque, nei prossimi giorni, oserà gettare ombre sulla correttezza e sulla trasparenza dei nostri comportamenti”.Si è difeso così il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a proposito dell’inchiesta per concussione della Procura di Roma che vede coinvolto lui e altre 6 persone, compreso il giudice della I sezione civile del Tribunale di Napoli, Anna Scognamiglio, relatrice nell’ordinanza che, a luglio 2015, ha congelato la sospensione disposta per il governatore, condannato per abuso d’ufficio, in base alla legge Severino.Per gli inquirenti, il marito del giudice Scognamiglio, Guglielmo Manna, avrebbe chiesto un “favore” all’ex capo della segreteria di De Luca, Carmelo Mastursi, offrendosi in cambio di intercedere presso la moglie prima della pronuncia della sentenza.Accuse gravi che, tuttavia, non sembrano scalfire il presidente De Luca il quale ha offerto la sua piena disponibilità ai magistrati.