Un bimbo di due anni morto a Gueckedou, un villaggio in Guinea al confine con Sierra Leone e Liberia: sarebbe lui il paziente zero della terribile epidemia di ebola che ha fatto 961 morti e ha contagiato in generale 1779 persone, quasi tutte nei tre Paesi.

L’ebola diventa “emergenza di salute pubblica di livello internazionale”. La definizione arriva dall’Organizzazione mondiale della sanità, che ha tenuto una riunione d’emergenza proprio per valutare la situazione del virus che, al momento, si concentra in Africa occidentale. Il nuovo status prevede misure aggiuntive di contenimento.

Il direttore generale dell’OMS, Margaret Chan, ha chiesto alla comunità internazionale un impegno congiunto per debellare l’epidemia:
“L’epidemia è la peggiore che si sia avuta in almeno 40 anni. Ci sono le condizioni per dichiarare l’epidemia un’emergenza di saluta pubblica internazionale. Uno sforzo coordinato a livello internazionale è indispensabile per fermare la diffusione del virus”.

Al momento, non ci sono restrizioni internazionali sui viaggi, ma i Paesi dove l’epidemia è presente devono fare test a tutti i passeggeri di porti e aeroporti in uscita.