Il giorno dopo la violenta aggressione ai danni di Natan Graf, ebreo ortodosso 40enne, in viale San Gimignano a Milano, il quartiere di Bande Nere appare tranquillo e si possono incontrare dei religiosi che continuano a fare la loro vita, come ha confermato anche il co-presidente della Comunità ebraica di Milano, Milo Hasbani. “Speriamo sia un episodio isolato – ci ha detto – noi continueremo la nostra vita normale, a Milano non abbiamo mai avuto problemi, siamo molto integrati”.Un’integrazione che però si teme venga esposta al rischio dell’odio religioso e che anche a Milano si possano avere strascichi dell’Intifada. Di certo Graf appariva un soggetto ben riconoscibile. “Può essere che sia stato attaccato perché ebreo – ha aggiunto Hasbani – perché è molto individuabile in quanto è una persona religiosa, era vestito di nero, con il cappello, quindi un bersaglio abbastanza facile”.Tra gli abitanti della zona c’è sconcerto, ma tutti ribadiscono che si tratta di un quartiere tranquillo. E una signora che vive nel palazzo accanto al ristorante Kosher nei pressi del luogo dell’aggressione, dà voce alla speranza più diffusa. “Non sono preoccupata per il quartiere – ci ha detto – perché sarà una cosa così sporadica penso, speriamo”.