Sono passati 40 anni dal 2 novembre del 1975, giorno in cui venne ucciso Pier Paolo Pasolini, grande scrittore, poeta e regista, critico, una delle figure intellettuali e artistiche più controverse e complesse, “scomode” in un certo senso, dello scorso millennio, che ha segnato profondamente la nostra cultura.Nell’anniversario della sua scomparsa, sono tante le iniziative per ricordarlo: mostre, incontri, dibattiti, film e documentari in tv per raccontare la sua personalità complessa e il suo misterioso delitto. Nato a Bologna nel 1922, scappò con la famiglia in Friuli negli anni della guerra, poi arrivò a Roma nel ’50. La storia, gli anni giovanili e tutti questi spostamenti influenzarono profondamente la sua cultura e le sue opere, in ogni ambito.