Quarant’anni da Frankenstein Junior, film cult per la generazione dei cinquantenni, sono stati celebrati a Hollywood con una proiezione speciale alla Academy of Motion Pictures Arts and Sciences alla presenza di Mel Brooks, geniale regista e sceneggiatore di quello e tanti altri capolavori.

Il film, una favolosa parodia dei classici horror della Universal degli anni ’30, è divenuto celeberrimo in tutto il mondo come un caposaldo della risata non-sense.

In particolar modo sorprende l’ottima permanenza nella memoria dei cinefili nostrani, dato che la pellicola scritta da Wilder e Brooks si basa su una comicità fortemente verbale che è riuscita a essere conservata nell’adattamento italiano.

Ma l’ormai 88enne regista non ha diretto una sola opera magistrale (ricordiamo solo Mezzogiorno e mezzo di fuoco, Robin Hood – Un uomo in calzamaglia, Per favore non toccate le vecchiette) e meritoriamente è stato celebrato a Hollywood, in occasione dell’anniversario, con la tradizionale cerimonia dell’apposizione dell’impronta delle mani lungo la Walk of Fame.

Dopo la proiezione del film alla presenza dei membri dell’Academy Mel Brooks ha esclamato, tra il serio e il faceto, che queste celebrazioni sarebbero potuto avvenire vent’anni prima, se il film fosse stato a colori.