Stracci imbevuti di liquido infiammabile, quattro pozzetti per i cavi elettrici della rete ferroviaria danneggiati dalle fiamme e due scritte “no Tav” sul muretto accanto ai binari. E’ quanto è rimasto dell’incendio doloso all’altezza della stazione Santa Viola di Bologna. Non ci sono feriti, ma forti ripercussioni da Milano a Roma, con gravi disagi e ritardi per i viaggiatori. Tre sono i pozzetti dati a fuoco, un quarto è stato danneggiato dalle fiamme che si sono propagate fino a raggiungere i cavi dell’alta tensione.La procura felsinea ha aperto un’inchiesta seguita dal procuratore capo Roberto Alfonso: vengono ipotizzati i reati di disastro ferroviario causato da danneggiamento e interruzione di pubblico servizio.