Il referendum sul matrimonio gay su cui il 22 maggio sono chiamati a pronunciarsi gli irlandesi è un’autentica rivoluzione per il piccolo Paese d’oltremanica, che ha forti radici cattoliche e dove l’omosessualità non è più reato soltanto dal 1993. Le città e soprattutto la capitale Dublino sono tappezzate di poster che esortano a votare “sì” o “no”.