Matteo Renzi spinge l’acceleratore sulla riforma delle legge elettorale, anche a costo di spaccare il suo partito. Il presidente del Consiglio – volato nel frattempo negli Stati Uniti per incontrare alla Casa Bianca il presidente Obama – vuole avere il via libera definitivo all’Italicum in tempi rapidi. E alla prova dell’aula, il premier ha respinto ogni richiesta di modifica avanzata dalla minoranza del Pd. Principale critica alla riforma targata Renzi è il fatto che preveda i capolista bloccati nelle 100 circoscrizioni elettorali, mentre dal secondo eletto funzionano le preferenze. Ma in dissenso con questa decisione si è dimesso il capogruppo Roberto Speranza.