Jean-Jacques Annaud racconta la vicenda di un insegnante di Pechino, Chen Zen, che viene trasferito in Mongolia allo scopo di educare una tribù di pastori nomadi.

In piena rivoluzione culturale di Mao, la Cina è disposta a tutta per compiere il grande balzo, e tra i sacrifici imposti dal progresso c’è anche quello dei lupi della steppa, sterminati da cuccioli o come preda in crudeli safari.

Il giovane, spinto da pietà, salverà un cucciolo di lupo, allevandolo di nascosto: una comprensibile azione dettata dalla sua sensibilità, che rischia però di alterare l’ordine della natura.