Un premio per le bambine, i bambini e il diritto all’istruzione.
Il Nobel per la Pace è andato a Malala Yousafzai e all’indiano Kailash Satyarthi, un indu e una musulmana, “per il loro comune impegno” a favore dei diritti dei bambini e “contro l’estremismo, perché i bambini devono andare a scuola e non essere sfruttati”.

Malala Yousafzai, diciassettenne anni, è la più giovane vincitrice del premio Nobel per la Pace, nonché la sedicesima donna ad essere insignita di questo riconoscimento. Nata a Mingora, all’età di tredici anni è diventata famosa per aver aperto un blog, da lei curato per la BBC, nel quale documentava il regime dei talebani pakistani, contrari ai diritti delle donne, e la loro occupazione militare del distretto dello Swat dove abitava. È stata nominata per l’International Children’s Peace Prize, premio assegnato da KidsRights Foundation per la lotta ai diritti dei giovani ragazzi. Nell’ottobre 2012 è stata ferita alla testa e al collo da uomini armati saliti a bordo del pullman scolastico su cui lei tornava a casa da scuola. Ricoverata nell’ospedale militare di Peshawar, è sopravvissuta all’attentato dopo la rimozione chirurgica dei proiettili. In poco tempo è diventata simbolo dell’emancipazione femminile nei paesi musulmani.

Kailash Satyarthi, 60 anni, dagli anni Novanta si occupa di difendere i diritti dei minori indiani. Satyarthi ha svolto delle campagne anche a livello mondiale: è stato coinvolto nelle attività del “Global march against child labor”, un grande e importante movimento che si occupa della difesa dei diritti dei minori sottolineando soprattutto l’importanza di ricevere un livello minimo di istruzione e di eliminare lo sfruttamento minorile sui luoghi di lavoro. Satyarthi lavora, inoltre, da diversi anni per la Bachpan Bachao Andolan, gruppo indiano impegnato nella lotta contro il traffico di esseri umani.