Accolti con scetticismo da parte dell’opposizione russa, gli ultimi sviluppi sul fronte dell’inchiesta per l’assassinio di Boris Nemtsov, 55 anni, abbattuto con quattro colpi di pistola il 27 febbraio scorso nei pressi del Cremlino. Un russo di origine cecena avrebbe confessato di avere partecipato all’omicidio quando è comparso davanti alla corte insieme ad altri quattro sospetti. Lo ha riferito il giudice incaricato dell’inchiesta, Natalia Mouchnikova. Il reo confesso, Zaur Dadayev, secondo l’agenzia di stampa Ria Novosti, è stato vicecomandante di un’unità della polizia cecena ed è stato arrestato in Inguscezia, repubblica vicina alla Cecenia nella polveriera del Caucaso russo, insieme a un altro sospetto, anch’esso di origine cecena e dipendente di una società privata di sicurezza di Mosca, e agli altri tre arrestati.