Vincitore dell’Orso allo scorso Festival del cinema di Berlino, arriva finalmente in Italia l’ultima opera clandestina di Jafar Panahi, regista iraniano costretto a girare di nascosto in seguito alla condanna subito che gli impone il silenzio.
Panahi si è allora messo alla guida di un taxi e ha attraversato la città di Teheran con una telecamera nascosta sul cruscotto della vettura: il film non è che la successione dei dialoghi nati tra il guidatore – regista e il passeggero – attore inconsapevole.
Un’opera molto coraggiosa quella di Panahi, com’è da sempre tipico del suo cinema, che mette in luce aspetti altrimenti nascosti di un Iran ancora diviso tra isolazionismo e apertura all’Occidente.